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Editoriale
di G.Massimo Cicala
Politica & Informazione,
patruni & ssutta
(Nel gioco popolare del “patruni iè ssutta”,
il “patruni” dispone della birra,
mentre il “sutta” ha la potestà di decidere quali amici
bevano).
Ho
impiegato 40 anni per capire che si può essere idealisti
anche pensando “da destra”. Ma la “mia” destra non lo capirà
mai. Ho capito pure che a S.Teresa di Riva, come nella
riviera ci sono delle persone oneste, insieme a delle
persone senza scrupoli che puntualmente mandiamo a governare
o che fanno parte delle “seconde linee” della politica, e di
questa si servono per imbrattare di fango la storia, i
rapporti umani e le vicende anche piccole ed apparentemente
insulse di questa bella terra. Esistono nel novero di chi
dice di aiutarti, dei cialtroni desiderosi della morte di un
mensile che da 3 anni è una voce fuori dal coro e che
nessuno è riuscito a zittire. E ci hanno provato in molti,
credetemi, forse in troppi. Esistono dei ladri, dei
ladruncoli, delle caccolette (quelle schifose, di quando
sei influenzato ed hai il catarro e non ti curi…) di
uomini che minano l’esistenza stessa del nostro mensile,
dopo aver preteso tutto e subito alzando la voce, sfruttando
la buona fede di chi mette soldi, sangue e sudore per darvi
nelle edicole un prodotto appena decente. Esistono degli ex
amici che, dopo aver abbandonato da soli il “posto”
all’interno del nostro progetto per mancanza di costruttive
aperture mentali ed ideologiche, continuano a instillare tra
i cittadini, edicolanti e tra i cosiddetti
benpensanti-clerical, ancora delle illazioni
pseudomoralistiche sulle nostre scelte editoriali,
commerciali e magari anche pubblicitarie. Spero che alla
fine del loro “giro” ‘ste cose le chiedano anche a Claudia
Aliotta, a Don Nunziato Mantarro ed a S.E. l’Arcivescovo La
Piana, da tempo ospiti nelle nostre pagine accanto a
locuzioni “robuste”. Poi potremo fare tutti i discorsi
possibili sulla questione morale. Tanto che, in una
ipotetica scala di valori della stampa locale, onestamente
pensiamo non già di essere eccellenti (quelli sono
altri…), ma …se esistesse una fascia intermedia dei
valori, noi forse ne siamo sul limite alto, con ampi margini
di miglioramento. Noi siamo quelli che la gente ormai è
abituata vederci scrivere da LIBERI, perché pensiamo da
LIBERI. Ci dispiace per gli altri. Propongono al direttore
di questa testata di “mettere la testa a posto”. Di non
farsi nemici, dalla posizione in cui si trova. Di accettare
soluzioni economiche ai limiti della legalità e delle
legittimità, in modo losco. Di prendere coscienza della
forza di JoniaNews, ma in una certa direzione, cioè
nella direzione di PIEGARCI ai poteri forti; in realtà
tentano quotidianamente di spalarci addosso carrettate di
escrementi in modo da somigliare a colleghi meno fortunati e
sobri di noi, al cui cospetto sicuramente sembriamo poveri
fessi, fatti fuori senza mezzi termini, in modo
pretestuoso, da certi antichi giri di visibilità reciproca.
Ormai la gente è abituata ad assistere a lugubri litigi
sulle dinamiche dell’informazione locale. A noi hanno detto
anche altro, forse peggio, ma quello ancora no! anzi, quando
lo hanno detto, ci hanno associato ad un Presidente del
Consiglio che di signorilità ne ha da vendere come uomo:
sull’aspetto politico ne possiamo pure discutere, ma si
tenga conto dei valori in campo a S. Teresa e dintorni.
Prendiamo le distanze da quanto ci hanno riferito quelli che
hanno assistito attoniti alla prova lampante dei connubi tra
politica e informazione: esprimiamo solidarietà a chi la
merita, e IL NOSTRO PIU’ TOTALE, INTRANSIGENTE DISSENSO a
chi invece non lo merita. Il nostro metro di misura è
questo, dalla parte dei cittadini e degli idealisti, di
quelli che non hanno bisogno di “parlare a tassametro”
semmai di “scrivere con il disco orario, che è forse appena
più etico”. Credo che la gente sappia dove rivolgersi, ed
abbia la necessità di una classe di giornalisti che scrivano
per passione quello che pensano, con dignità, forza e con
coraggio, capaci di conficcare le loro penne nel didietro di
chi ha sporcato e sta sporcando le strade di Santa Teresa di
Riva venendo da comuni e città circostanti, e da ovunque si
capisca che S.Teresa di Riva è terreno di conquista come lo
è un corpo sano che onestamente stava vivendo facendosi gli
affari suoi, rispetto ad una metastasi che lo aggredisce. Il
tempo di chi, al mattino, svuota l’orinale dei finanziatori
occulti e palesi, è finito. JoniaNews non ha bisogno di un
salotto di compagni di merende ove intessere uno
pseudo-dialogo, con l’utenza “controllabile”, ha lettori
“veri” che spontaneamente scrivono i loro pensieri, “bassi”
e “ingenui”, “patetici” o “sgrammaticati”, che noi
“riceviamo & pubblichiamo” a costo di tagliare o togliere
pezzi “interni”; perché in the talk we hope. Ora,
molti lettori di buona volontà si chiederanno, guardando in
basso la nostra copertina: “Ma che rapporti riesci a
mantenere con le istituzioni politiche che ti supportano,
tenendo salva la deontologia?”. Ad essi rispondo con molta
franchezza: io vedo un neo-Onorevole, con tutti i suoi
limiti, che ha sposato in modo tangibile, (con la visibilità
FENAPI di copertina), un progetto giovanile nato per caso,
che oggi è diventato un’azienda; vedo un caparbio 34enne che
si è fatto intervistare, a poche ore dalla sua elezione, da
due nostri cronisti diciassettenni, con risposte garbate e
mettendoli a loro agio ottenendone una “grande” intervista,
tra lo scandalizzato sguardo dello Staff che si aspettava
Fede o Mentana; io vedo un Onorevole più giovane di me che
non ha mai, mai, mai commissionato interviste, a cui non
abbiamo certamente mai chiesto nulla per rilascirci una
intervista, se non l’appuntamento; un componente dell’ARS
che dà del “tu” alla comunicazione in ogni sua accezione e
che accetta in silenzio le voci a lui contrarie che appaiono
spesso e volentieri sulle nostre pagine. Ecco, sarò pure un
illuso, ma per me, che di professione non faccio né il
magistrato né il poliziotto, né il parolaio, questi sono dei
binari di una lungimiranza che in riviera mancava. E che
potrebbero portare lontano, soprattutto puntando sui cavalli
giusti. Insomma, vedo una bella casa: avrà pure delle
fondamenta che non riesco a vedere,… intanto sta in piedi!.
Convivo bene con i politici che meritano il confronto su
queste pagine: gli altri o ci ignorano, o “ci fanno fare”
biecamente del male, toccandoci il nervo scoperto
dell’aspetto economico. Io non credo alla politica
dell’alzare la voce, perché mi sento e mi autopercepisco
sempre “un bravo ragazzo”. Appunto, un bravo ragazzo,
però senza tendenze sodomite. Io non sono ancora riuscito a
capire come mai un loghetto microscopico della nostra
testata sia stata dimenticato sistematicamente nella “Notte
Bianca di Riva, nel Natale Santateresino, nel Carnevalissimo
2007”. Belle manifestazioni fatte da cari amici, e
“stampate” negli stessi stabilimenti che stampano JoniaNews.
Al confronto, sono quasi più romantici i gruppi
extraparlamentari degli anni 70, con eskimo, bulloni e
chiavi inglesi, ad aver tentato di scrivere a modo loro una
storia poi risultata sbagliata, inutile, tragica. Anzi, a
questo punto anche Craxi e Cusani, De Mita e Forlani,
Cagliari e Gardini, mi stanno financo un tantino meno
antipatici. Ma almeno loro avevano dei valori, se proprio
non etici, ideologici, e quando questi fallivano, alzavano
il grilletto. Noi invece stiamo dando la città, la riviera,
nelle mani di rubagalline nati negli anni 60-70 e 80,
altamente pericolosi nella loro cattiva ignoranza, nascosti
dietro lauree, dentro abiti griffati, cravatte, auto e
cellulari di “grido”, sigle e partiti, ma in fondo, tutti
con la tessera del PDP, il Partito della Pagnotta. Con
associazioni, enti, professionisti, patrimoni, referenti,
partiti, movimenti, ed uomini politici alle spalle che
meritano già ora, per quello che hanno fatto e che stanno
facendo, il silenzio e l’oblìo della storia, ed il resto dei
loro giorni in una casa popolare di periferia con un
sussidio di 400 euro al mese, così capiscono cosa significhi
cazzeggiare con i soldi pubblici e con le speranze della
gente che li ha votati o voluti. Questo potrebbe anche
essere il nostro ultimo editoriale, poi, forse, se qualcuno
ci vorrà, potremmo anche occuparci meglio e più da vicino,
dei nostri concittadini, visto che un certo “quarto potere”
viene limitato dal malaffare succedaneo e contiguo alla
politica locale. La porta rimane aperta, e da soli
esprimiamo molto più di un consigliere. Ve lo diciamo
chiaro, qualora ancora qualcuno ci giri attorno: siamo
pronti a farvi un mazzo così.

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