{"id":20845,"date":"2021-01-18T14:09:08","date_gmt":"2021-01-18T14:09:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioempire.it\/?p=20845"},"modified":"2021-01-18T14:09:08","modified_gmt":"2021-01-18T14:09:08","slug":"la-musica-popolare-ed-il-concetto-di-identita-secondo-il-maestro-eugenio-bennato-ai-microfoni-di-radio-empire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/2021\/01\/18\/la-musica-popolare-ed-il-concetto-di-identita-secondo-il-maestro-eugenio-bennato-ai-microfoni-di-radio-empire\/","title":{"rendered":"La musica popolare ed il concetto di identit\u00e0 secondo il maestro Eugenio Bennato \u2013 ai microfoni di Radio Empire"},"content":{"rendered":"<p>Il maestro Eugenio Bennato \u00e8 un artista napoletano che nella sua lunga carriera, \u00e8 riuscito a portare la musica popolare al grande pubblico.<br \/>\nAi microfoni di Radio Empire racconta a Gianluca La Limina e Natale Triolo, il suo rapporto con la musica napoletana: \u201cLa musica napoletana la vivo da sempre, ma con l&#8217;intenzione di girare il mondo. Il primo giro, negli anni 60&#8242;, \u00e8 stato quello di partire da Napoli e andare al sud per riscoprire dei ritmi del sud che in quell&#8217;epoca erano abbastanza ghettizzati e messi da parte. Oggi invece ritornano alla grande, dalla Puglia alla Sicilia, dalla Calabria fino alla Basilicata. Napoli per me \u00e8 stato il punto di partenza per riscoprire questa grande energia.\u201d<br \/>\nEugenio Bennato ha sempre sentito una spinta per la ricerca della musica popolare:\u201cAll&#8217;inizio mi spingeva la ricerca della bellezza che esiste in un tamburello salentino, in una melodia del Gargano. Poi questa scelta l&#8217;ho confermata in un mondo in cui il sud si contrappone al nord dominante. Questo, in realt\u00e0,  diventa un discorso pi\u00f9 generale che oggi \u00e8 assolutamente attuale. Oggi, infatti, abbiamo la musica di consumo da un lato, quella imposta dalle multinazionali, quella che impone a molti talenti italiani emergenti di cantare in lingua inglese e rifarsi a modelli che vengono da fuori. Dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 l&#8217;identit\u00e0: i nostri dialetti, i nostri ritmi, la nostra unicit\u00e0 nel mondo. Nel mondo globale \u00e8 importante che ognuno segua la propria identit\u00e0\u201d.<br \/>\nLa carriera musicale del maestro Bennato conta tantissimi concerti in italia e all&#8217;estero nonch\u00e9 due partecipazioni al festival di Sanremo, nel 1990 con il brano 900 Auf wiedersehen e poi nel 2008: \u201cLa prima volta sono andato con Tony Esposito, napoletano come me. Noi eravamo l\u00ec incuriositi e divertiti da questo mondo in cui ci sentivamo un po&#8217; ai margini, fuori luogo. Ma con Tonino ci divertimmo moltissimo senza farci coinvolgere dal giro che impera in Sanremo. La seconda volta invece, nel 2008, un grande personaggio della televisione, un amico siciliano che \u00e8 Pippo Baudo, mi chiam\u00f2 personalmente e mi disse che per il suo l&#8217;ultimo Sanremo avrebbe voluto fortemente la musica del sud. Cos\u00ec io presentai la canzone Grande Sud che fu una rivoluzione di strumenti che a Sanremo non si erano mai visti, come ad esempio il tamburello. Insomma \u00e8 stata una bella esperienza per la quale devo ringraziare il vostro conterraneo Pippo Baudo\u201d.<br \/>\nEugenio Bennato ci racconta l&#8217;evoluzione del progetto Taranta Power, un movimento fondato nel 1998 che contribuisce a promuovere la musica popolare italiana:\u201dMi viene in mente l&#8217;ultimo viaggio che ho fatto un paio di settimane fa a Messina durante il quale ho ricevuto messaggi da musicisti che all&#8217;epoca di Taranta Power agivano ma non avevano avuto la mia intuizione, quella di fondare un movimento. Questa intuizione ha avuto un seguito storico, perch\u00e8, da quel momento, nelle piazze d&#8217;Italia sono stati organizzati festival, incontri e concerti dedicati alla musica popolare. Per cui posso affermare di essere stato l&#8217;ideatore di un movimento che oggi \u00e8 ancora sotto gli occhi di tutti\u201d.<br \/>\nIn questo momento storico difficilissimo, gli artisti non hanno la possibilit\u00e0 di esibirsi in un concerto pubblico. Il 5 gennaio scorso per\u00f2, a Messina, nella bellissima chiesa gotica di Santa Maria Alemanna, Eugenio Bennato ha partecipato ad un concerto organizzato dall&#8217;associazione Kultura Virus: \u201cCome in tutte le cose ci sono i pro ed i contro. Il contro \u00e8 fare un concerto senza pubblico ma con una squadra di operatori siciliani molto bravi a cominciare dal regista, dal fonico fino alle luci.  Una location  straordinaria di muri antichi, di storia che trasuda dalle pareti, ma stato un concerto senza pubblico. Questo significa che si punta tutto sulla sensibilit\u00e0 del musicista e dell&#8217;esecutore. Diciamo una sensazione abbastanza spiazzante ma per certi versi anche emozionante. Io mi auguro che torni il pubblico, che \u00e8 la nostra linfa pi\u00f9 importante. Per\u00f2 nel frattempo la musica che si muove in un ambiente silenzioso sottolinea ancora di pi\u00f9 tutte le sfumature di una melodia e di un testo\u201d.<\/p>\n<p>Il concerto aveva come titolo: Qualcuno sulla terra e sono stati presentati dei brani inediti sulla nativit\u00e0. Un viaggio attraverso la storia dell&#8217;uomo, insieme ad un ensemble Le voci del sud: \u201cIl titolo Qualcuno sulla terra ha un senso forte. Per ci\u00f2 che succede nella storia, si addossa la responsabilit\u00e0 a chi ci guida a chi ci governa. Ma la storia la facciamo noi, la facciamo giorno per giorno con le nostre menti e con la nostra sensibilit\u00e0. Per cambiare il mondo c&#8217;\u00e8 bisogno dell&#8217;intervento di ognuno di noi e della nostra coscienza. Nel mondo qualcosa non funziona e va cambiato, indipendentemente da questa emergenza e ho voluto enfatizzare il compito divino che ha l&#8217;uomo di migliorare il mondo\u201d.<br \/>\nEugenio Bennato dice di essere impegnato attualmente nella scrittura di cose nuove influenzate da ci\u00f2 che stiamo vivendo: \u201cSono soprattutto idee musicali e poetiche legate all&#8217;affermazione dei diritti dei pi\u00f9 deboli. \u201cChe il Mediterraeo sia\u201d \u00e8 un canto dedicato ai migranti, a quelli che sono ai margini della storia.  Ma non voglio dire niente di pi\u00f9 perch\u00e8 la musica nasce per meccanosmi misteriosi, per cui mi limito a dire che per il futuro c&#8217;\u00e8 la voglia di tornare a riabbracciare il mio pubblico\u201d. <\/p>\n<p>Eugenio Bennato \u00e8 stato ospite telefonico durante il programma Il Sabato del Villaggio, il 16 gennaio 2021.<\/p>\n<p>Marika Mannino<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il maestro Eugenio Bennato \u00e8 un artista napoletano che nella sua lunga carriera, \u00e8 riuscito a portare la musica popolare al grande pubblico. 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