{"id":21063,"date":"2021-01-29T17:17:46","date_gmt":"2021-01-29T17:17:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioempire.it\/?p=21063"},"modified":"2021-01-29T17:26:49","modified_gmt":"2021-01-29T17:26:49","slug":"il-mare-racconta-sutta-allocchi-di-scilla-e-cariddi-di-maria-grazia-genovese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/2021\/01\/29\/il-mare-racconta-sutta-allocchi-di-scilla-e-cariddi-di-maria-grazia-genovese\/","title":{"rendered":"Il mare racconta \u201cSUTTA ALL\u2019OCCHI DI SCILLA E CARIDDI\u201d di Maria Grazia Genovese"},"content":{"rendered":"<p>&#8211;  recensione di  Pina D&#8217;Alatri Storia Arte Cultura   &#8211;<\/p>\n<p>&#8220;Sutta all&#8217;occhi di Scilla e Cariddi-Poesie nella parrata missinisi&#8221; di Maria Grazia Genovese. Lo stretto di Messina in una fusione tra acqua e terra,fa da scenario alla silloge poetica in vernacolo messinese, una lingua dialettale avita e ricca di storia<\/p>\n<p>Intensa, drammatica, ricca di pathos, la silloge poetica di Maria Grazia Genovese ( \u201cSUTTA ALL\u2019OCCHI DI SCILLA E CARIDDI\u201d, Samperi Editore, Messina 2020 pg. 126) evoca, con profonda malia, leggende e storie che hanno  come scenario lo stretto di Messina, in cui acqua e terra si fondono in uno stretto connubio. Il sottotitolo della raccolta (\u201cPoesie nella parrata missinisi\u201d) evidenzia l\u2019utilizzo del vernacolo messinese con traduzione a fronte, il che agevola la lettura senza togliere il fascino di una lingua dialettale avita e ricca di storia. Il lettore potr\u00e0 quindi con facilit\u00e0 addentrarsi nel testo, riuscendo anche a carpirne l\u2019armonia segreta che viene fuori dal dialetto siciliano, prima lingua poetica della letteratura italiana. Il diffuso scambio vocalico di u al posto di o e di i al posto di e ( ad esempio: niru per nero; rividuno per rivedono; russu per rosso) e il raddoppiamento delle consonanti(ad esempio: vogghiu per voglio; libberi per liberi; llurdati per lordati) rafforzano il pathos e la vis poetica del testo. Particolare intensit\u00e0 deriva anche dall\u2019utilizzo di termini desueti ma fortemente evocativi:\u201dComu la notti,\/ \u2019cuss\u00ec \u00e8 la morti\u201d\/ penza lu poviru piscaturi,\/ meravigghiannusi du so\u2019 pinzeru:\/ \u201cPuru lu mari\/ \u00e8 nu tabutu\u201d(\u201cCome la notte,\/cos\u00ec \u00e8 la morte\u201d\/pensa il povero pescatore,\/meravigliandosi del suo pensiero:\/\u201dPure il mare\/\u00e8 una bara\u201d). Il dialetto come voce autentica della poesia, fa emergere un mondo ancestrale , lontano da ogni forma di finzione letteraria.<\/p>\n<p>Mare e terra sono strettamente intrecciati nello stretto. Un\u2019osmosi che \u00e8 una sorta di connubio amoroso che talvolta sconfina in un violento abbraccio: il mare  s\u2019innalza vigoroso a fecondare la terra che lo riceve palpitante ma spesso incapace di sostenerlo. Tra gli abitanti marini,  spiccano le sirene e le fate: le prime sono simulatrici e maliarde, pronte a carpire  la buona fede degli ardenti pescatori che dimenticano le fedeli innamorate pur di suggere il desiato miele che viene loro offerto e che \u00e8, invece, solo tranello di morte. Morgana \u00e8 invece una fata\u201d \u00e8 \u2018na scintilla\u201d di luce, un incanto che dura poco ma serve a gratificare coloro che la osservano ammirati e le credono quando lei dice che \u201c\u00e8 d\u2019argentu, oggi, lu Strittu di Missina\u201d. C\u2019\u00e8 anche Peloria, la terra madre, emblema dell\u2019 immortalit\u00e0 dei luoghi  e destinata anch\u2019essa a non morire. Oltre  alle affascinanti storie di tradizione popolare, nel florilegio di Maria Grazia, trovano luogo anche eventi storicoleggendari e calamit\u00e0 catastrofiche, come la vicenda delle due eroine Dina e Clarenza che, di guardia sui bastioni della citt\u00e0,  salvano il popolo dai \u201cBruti Angioini\u201d. Non manca il riferimento ad un evento epocale di estrema drammaticit\u00e0: il disastro del 28 Dicembre del1908 , lo sconvolgimento di mare e terra che segna la rovina della citt\u00e0. L\u2019evento viene ritmato dal suono delle campane a martello evocate nei versi:\u201d La campana sona di lu funnu\u2026. avvisa chi lo mari ingrossa\u2026\u2026 non c\u2019\u00e8 chi\u00f9 unni scappari\u2026 sutt\u2019acqua a subissari\u2026silenzio supra u mari.\u201d( La campana suona dal fondo\u2026\/avvisa che il mare s\u2019ingrossa\/\u2026 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 dove scappare\/sott\u2019acqua a subissare\/\u2026silenzio sopra il mare.)Altre liriche evidenziano il fascino della natura nelle diverse stagioni, il colore intenso dei fiori, oppure  curiosit\u00e0 siciliane come l\u2019 iniziativa di una suorina di Palermo di addobbare di frutta martorana gli alberi del giardino del convento(ormai spogli di frutta)  per l\u2019arrivo dell\u2019arcivescovo. Il lettore viene coinvolto in un mosaico di storie, di sensazioni e di immagini. Spicca  tra tutte le liriche il poemetto \u201cPosedeia\u201d che \u00e8 un capolavoro di maestria perch\u00e9 riesce a stigmatizzare il mondo sommerso dei riti magici, delle formule liberatorie, del potere dell\u2019occulto che, nei secoli scorsi, ha indotto a feroci cacce alle streghe di cui le cronache antiche riportano numerosi riferimenti. La morte sacrificale di un innocente viene evitata per l\u2019intervento di una donna di fede, mentre la maga scomparir\u00e0 nell\u2019acqua ribollente. Un messaggio sottaciuto ma facilmente intuibile emerge dal testo. La poesia dirada le tenebre dell\u2019ignoranza e della superstizione ,additando un mondo nuovo di cui si fa banditrice.<\/p>\n<p>Biografia<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.radioempire.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/maria-grazia-genovese-2-294x300.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-21067\" srcset=\"https:\/\/www.radioempire.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/maria-grazia-genovese-2-294x300.jpg 294w, https:\/\/www.radioempire.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/maria-grazia-genovese-2.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/>Maria Grazia Genovese, messinese, nasce nel 1962, a cinque anni intraprende lo studio del pianoforte presso il Conservatorio\u201d A Corelli\u201d di Messina. Si diploma,insegna, tiene concerti e compone. Nel 2010  compone la sua prima poesia e da l\u00ec comincia la sua ricerca poetica Nel 2012 pubblica la sua prima raccolta poetica\u201d Tempo Lucente\u201d successivamente mette in musica una poesia in dialetto siciliano \u201cCantu pi\u2019 tia\u201d del poeta A. Cattino. Nel 2016 pubblica la silloge \u201cElegia\u201d in lingua italiana,  il  poemetto\u201dNta Lu Strittu\u201d e la poesia vernacolare\u201dVintottu Dicembri Millenovicentuottu\u201d che musica. Fonda il\u201dCenacolo Culturale Hortus Animae\u201d  di cui \u00e8 presidente , con il poeta Antonio Cattino che ne  \u00e8 vicepresidente. Nel 2017 crea un\u2019antologia poetica \u201cFlorilegio\u201d. Nel 2019 vince il primo premio nel concorso letterario Lucine Annaeus Seneca  e pubblica la silloge\u201d Il nido nel rosaio\u201d.Le sue poesie sono presenti in varie antologie e sono state tradotte anche in lingua russa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; recensione di Pina D&#8217;Alatri Storia Arte Cultura &#8211; &#8220;Sutta all&#8217;occhi di Scilla e Cariddi-Poesie nella parrata missinisi&#8221; di Maria Grazia Genovese. 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