{"id":44938,"date":"2023-09-21T03:04:08","date_gmt":"2023-09-21T03:04:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioempire.it\/?p=44938"},"modified":"2023-09-21T03:09:05","modified_gmt":"2023-09-21T03:09:05","slug":"tecnologia-dal-vintage-marketing-al-fenomeno-del-retrogaming","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/2023\/09\/21\/tecnologia-dal-vintage-marketing-al-fenomeno-del-retrogaming\/","title":{"rendered":"Tecnologia: dal vintage marketing al fenomeno del retrogaming"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta in Gran Bretagna una pratica insolita chiamata trainspotter, dal nome dei ragazzini che trascorrevano il sabato sera sui binari ferroviari a raccogliere i numeri delle locomotive. Secondo Simon Reynolds, autore di Retromania, questa pratica sarebbe da accomunare a quella dei collezionisti musicali. Nel libro lo scrittore afferma come il trainspotter contemporaneo abbia perso il controllo della propria ossessione. Egli infatti non \u00e8 pi\u00f9 interessato all\u2019oggetto in s\u00e9, quanto alla ricerca e all\u2019accumulo di dati, apparentemente inutili. Esiste una teoria sul Trainspotting che potremmo chiamare Tesi di Nick Hornby. Si tratterebbe di un sistema adottato principalmente dai maschi per fingere di relazionarsi con gli altri, ma senza farlo seriamente. Si tratti di sport, musica, cinema o videogiochi, le ossessioni esteriori offrono uno sbocco innocuo alle passioni degli uomini, qualcosa per potersi emozionare e per attaccare bottone tra simili, parlando per\u00f2 di cose che non li riguardano direttamente, nella sfera intima e affettiva, almeno in apparenza.<\/p>\n<p>Il fenomeno del retrogaming si riferisce alla pratica di giocare e collezionare videogiochi, console e accessori pi\u00f9 vecchi o storici. Riguarda principalmente i giochi che sono stati prodotti nelle generazioni precedenti di console, come ad esempio Atari, Nintendo NES, Super Nintendo, Sega Genesis e PlayStation 1<\/p>\n<p>Il retrogaming si basa sulla nostalgia e l&#8217;apprezzamento dei videogiochi classici, che solitamente sono considerati come dei classici intramontabili. Molti appassionati del retrogaming cercano di riscoprire e rivivere le esperienze di gioco dei vecchi tempi, sia tramite l&#8217;acquisto di vecchie console e giochi originali, sia attraverso emulatori e riedizioni digitali.<\/p>\n<p>Ci sono diverse ragioni per cui il retrogaming \u00e8 diventato un fenomeno popolare. Innanzitutto, molti giocatori cresciuti con i videogiochi degli anni &#8217;80 e &#8217;90 desiderano rivivere e condividere le esperienze di gioco che hanno fatto parte della loro infanzia o adolescenza. Inoltre, i suoi stili di gioco pi\u00f9 semplici e diretti possono risultare attraenti rispetto ai giochi moderni, che possono essere pi\u00f9 complessi e impegnativi. Infine, il retrogaming offre anche la possibilit\u00e0 di scoprire e apprezzare i giochi classici che magari non si \u00e8 avuti l&#8217;opportunit\u00e0 di giocare quando sono stati rilasciati.<\/p>\n<p>Il retrogaming \u00e8 diventato un vero e proprio mercato a s\u00e9 stante, con un&#8217;ampia gamma di negozi online, fiere specializzate e comunit\u00e0 dedicate a questa passione. L&#8217;interesse per i giochi retr\u00f2 \u00e8 dimostrato anche dalle numerose riedizioni e rimasterizzazioni di titoli classici che vengono rilasciate per le console moderne.<\/p>\n<p>In definitiva, il retrogaming rappresenta un modo per riscoprire e celebrare il patrimonio dei videogiochi del passato, e continuer\u00e0 ad avere un seguito appassionato grazie alla sua capacit\u00e0 di evocare ricordi e di offrire divertimento senza tempo.<\/p>\n<p>Nei romanzi Alta fedelt\u00e0 e Febbre a 90, lo scrittore britannico Nick Hornby delinea una critica della mascolinit\u00e0 che trova nel mondo ordinato del fanatismo ossessivo una via di fuga dal caos e dai rischi che l\u2019et\u00e0 adulta, presto o tardi ci impone. Un corrispettivo al femminile \u00e8 quello invece dei personaggi alla Bridget Jones, anche se la provocatrice professionista Elizabeth Wurtzel, una sorta di Selvaggia Lucarelli inglese, afferma come le donne farebbero meglio a crearsi ossessioni impersonali e meno legate all\u2019aspetto, alla salute e alle relazioni.<\/p>\n<p>Parliamo per\u00f2 di qualcosa che dal punto di vista dei giovani, diciamo pure dei Millenials, potrebbe non avere grande impatto. Oggi i giovani infatti si interessano a fenomeni che riguardano il passato, come il vintage marketing, partecipano a fiere e mostre di fumetti, facendo spesso gli youtuber o i cosplayer, dove la discriminazione di genere \u00e8 stata ampiamente superata e messa ai margini. Sotto questo punto di vista ha esercitato un ruolo fondamentale la piattaforma di streaming Netflix. Potremmo anche parlare, per certi versi di Netflix Generation. In un momento in cui al cinema viene celebrata un\u2019icona del passato come Barbie, con il ritorno di un nuovo capitolo reboot di Indiana Jones, finalmente convincente nei panni di un attempato e anziano archeologo. C\u2019\u00e8 quindi da un lato la volont\u00e0 di seguire le icone del passato, musicali, cinematografiche e di farle proprie.<\/p>\n<p>Pensate ad esempio a un film come <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/mixed-by-erry-enrico-frattasio-la-storia-vera\">Mixed by Erry<\/a> di Sydney Sibilia. Sibilia \u00e8 un giovane autore campano classe 1981, il quale \u00e8 troppo giovane per ricordare (in maniera diretta) gli anni del primo scudetto del Napoli di Maradona o la cosiddetta \u201cNapule\u2019s Power\u201d, nata tra la fine degli anni \u201870 e \u201980, eppure proprio come i Duffer Brothers di Stranger things, Sibilia ci riporta negli anni ottanta, facendoceli rivivere in realt\u00e0 aumentata da cinemascope. Qualcosa di simile per certi versi rispetto a quello che hanno fatto nel 2023 due nomi di punta del cinema e della musica statunitense: Quentin Tarantino e Bob Dylan. Entrambi hanno pubblicato una raccolta di memorie, sull\u2019elemento che maggiormente conoscono e vivono nella loro attivit\u00e0 professionale. Per Tarantino \u00e8 il cinema degli anni Settanta, per Dylan \u00e8 la canzone americana e non solo sbocciata dal dopoguerra (Seconda guerra mondiale) in poi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi da fare una ricognizione sul fenomeno che interessa il mondo dei videogames, cio\u00e8 il retrogaming. Secondo un interessante articolo di Giuseppe Giordano pubblicato sul sito web Linkiesta, l\u2019accesso ai grandi titoli del passato \u00e8 diventato una pratica sempre pi\u00f9 rara e costosa. Sono lontani quindi i tempi dei simulatori come MAME32 e MAMEUI, dove era possibile sfogliare gratuitamente una libreria di titoli di culto per la videoludica degli anni Ottanta e dei primi Novanta. Il ritorno al passato ha oggi un costo, che sia un abbonamento su Netflix o con Apple Arcade, che oggi propone una selezioni di vecchi e nuovi giochi per tutti i clienti dell\u2019azienda di Cupertino. Un po\u2019 quello che da tempo propongono siti come <a href=\"https:\/\/casino.netbet.it\/\">NetBet<\/a>, tra novit\u00e0 e grandi classici del passato. Un passato che spesso ritorna per diventare attualit\u00e0. Come nel caso di Mixed by Erry, di Barbie e naturalmente del celebre personaggio interpretato da Harrison Ford e creato da George Lucas e dal re Mida della Hollywood anni Settanta, cio\u00e8 Steven Spielberg. Indiana Jones, al pari di Star Wars, non solo spopol\u00f2 e sbanc\u00f2 al botteghino, ma divenne un fenomeno di massa, tanto che videogames, flipper e giochi arcade, furono dedicati al celebre e mitico archeologo americano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta in Gran Bretagna una pratica insolita chiamata trainspotter, dal nome dei ragazzini che trascorrevano il sabato sera sui binari ferroviari a raccogliere i numeri delle locomotive. 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