{"id":50868,"date":"2024-06-09T16:25:35","date_gmt":"2024-06-09T16:25:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioempire.it\/?p=50868"},"modified":"2024-06-09T16:25:35","modified_gmt":"2024-06-09T16:25:35","slug":"enrico-galeano-la-mia-piu-grande-fonte-dispirazione-anche-per-il-disco-entrope-e-il-mondo-sconfinato-della-musica-stessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/2024\/06\/09\/enrico-galeano-la-mia-piu-grande-fonte-dispirazione-anche-per-il-disco-entrope-e-il-mondo-sconfinato-della-musica-stessa\/","title":{"rendered":"ENRICO GALEANO: \u00abLA MIA PI\u00da GRANDE FONTE D\u2019ISPIRAZIONE, ANCHE PER IL DISCO ENTROP\u00c9, \u00c8 IL MONDO SCONFINATO DELLA MUSICA STESSA\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Stefano Dentice<\/strong><\/p>\n<p>Consegnato alle stampe dall\u2019etichetta <strong>Barly Records<\/strong> (By <strong>Encore Music<\/strong>),<strong> Entrop\u00e9<\/strong> \u00e8 la nuova realizzazione discografica del talentuoso e ardimentoso chitarrista jazz e compositore di origine siciliana <strong>Enrico Galeano<\/strong>. L\u2019album prevede nove brani, di cui sei sono composizioni originali frutto della sua creativit\u00e0, mentre <strong>Poinciana (Nat Simon), Transporter (Chris Speed)<\/strong>\u00a0e <strong>Self-Portrait in Three Colors (Charles Mingus)<\/strong> completano la <em>tracklist<\/em>. Due i valenti compagni di viaggio del chitarrista per questo CD: <strong>Stefano Zambon<\/strong> al contrabbasso e <strong>Simone Brilli<\/strong> alla batteria. Entrop\u00e9 \u00e8 un disco improntato su un\u2019interessante commistione che abbraccia la tradizione jazzistica e il contemporary jazz, da cui emerge una profonda ricerca armonica e ritmica che rappresenta il tratto distintivo di questo progetto discografico. Il giovane Enrico Galeano spiega la sua visione della musica, segnatamente del jazz, e la gestazione del suo album.<\/p>\n<p><strong>Ascoltando il tuo disco, fin dalle prime misure, emerge un profondo rispetto per la tradizione jazzistica ma anche uno sguardo e un orecchio volti al jazz contemporaneo. Attraverso quale processo evolutivo sei riuscito a dar vita a questa brillante sintesi stilistica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUno degli aspetti che pi\u00f9 mi affascina del jazz \u00e8 il fatto di non riuscire a delineare dei confini netti tra ci\u00f2 che \u00e8 contemporaneo e ci\u00f2 che pu\u00f2 essere considerato tradizionale. La musica del secondo quintetto di <strong>Miles Davis<\/strong>, di <strong>Keith Jarret<\/strong>, del quartetto di <strong>John Coltrane<\/strong>, di <strong>Wayne Shorter<\/strong>, <strong>Herbie Hancock<\/strong> e molti altri, pur essendo stata registrata pi\u00f9 o meno mezzo secolo fa, risuona in me come estremamente contemporanea. Molti degli elementi presenti nella musica del passato sono riutilizzabili nel contemporaneo e suonano nelle orecchie degli ascoltatori come attuali, soprattutto se contestualizzati al mondo musicale di oggi. Detto ci\u00f2, credo che il mio gusto personale da ascoltatore rispecchi il mio modo di scrivere musica. Non sono mai stato un ascoltatore selettivo per quel che riguarda i differenti generi musicali. Mi piace molto il jazz come il rock, il pop, la musica popolare, la classica romantica o contemporanea, la New-Wave anni Ottanta, l\u2019hip-hop e la musica elettronica. Tutti questi generi, in maniera differente, influenzano ci\u00f2 che voglio sentire in un brano che scrivo. Per\u00f2 non posso negare di essere assai curioso relativamente alla scena jazz contemporanea, infatti molto spesso ascolto musicisti ancora in vita e molti di loro sono per me delle influenze importanti sia nel modo di suonare lo strumento sia nello scrivere musica. Non mi riferisco solo ad alcuni capisaldi contemporanei come <strong>Kurt Rosenwinkel<\/strong> o <strong>Aaron Parks<\/strong>, ma anche ai miei coetanei italiani\/europei e oltreoceano: <strong>Micah Thomas, Immanuel Wilkins, Pedro Martins<\/strong>, i miei due insegnanti di chitarra, <strong>Reinier Baas<\/strong> e <strong>Roberto Cecchetto<\/strong> e, <em>last but not least<\/em>, tutti i miei amici musicisti sono una fonte continua di spunti creativi e di riflessione, perch\u00e9 aprono in me nuovi immaginari musicali che mi lasciano riflettere sul percorso che voglio intraprendere stilisticamente, che sia simile o che si discosti dal loro. Ad ogni modo, non penso di aver seguito un processo specifico per conferire questa caratteristica ai miei brani. Quando scrivo cerco di farlo nella maniera pi\u00f9 naturale possibile, con i rischi e i privilegi che appunto questo processo comporta. Amo la tradizione, ma la mia \u00abamante\u00bb \u00e8 la contemporaneit\u00e0. Diciamo cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La tracklist del CD consta di nove brani: sei tue composizioni originali e tre perle come Poinciana di Nat Simon, Transporter di Chris Speed e Self-Portrait in Three Colors di Charles Mingus. Inoltre figura anche Intro (To Ahmad), un chiaro omaggio a un genio del piano jazz come Ahmad Jamal. Questi quattro eccezionali jazzisti, dal punto di vista stilistico ed espressivo, quanto influenzano la tua musica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDevo dire che tutti questi musicisti, in proporzioni differenti, hanno avuto un\u2019influenza su di me. <strong>Ahmad Jamal<\/strong> \u00e8 stata una scoperta recente che \u00e8 arrivata con Stefano (<strong>Stefano Zambon<\/strong>, ndr) e Simone (<strong>Simone Brilli<\/strong>, ndr), infatti piace molto ad entrambi e spesso si \u00e8 parlato insieme dell\u2019estetica del trio di <strong>Jamal<\/strong>, soprattutto in alcuni dischi degli anni Cinquanta come il live <strong>At the Pershing<\/strong> (1958), dove la semplicit\u00e0, il <em>bouncing<\/em> e la melodia regnano sovrani. Cos\u00ec abbiamo deciso di inserire <strong>Poinciana<\/strong> nel nostro repertorio, ricercando quel tipo di <em>flow<\/em>. Io ero contento del risultato, quindi non potevo non registrarla. Anche <strong>Chris Speed<\/strong> ha avuto una notevole influenza su di me, soprattutto per ci\u00f2 che riguarda la composizione e il suono del suo trio <em>harmony-less<\/em> con <strong>Dave King<\/strong> e <strong>Chris Tordini<\/strong>, il disco in cui \u00e8 contenuta <strong>Transporter<\/strong>. <strong>Respect For your Toughness<\/strong>, ad esempio, \u00e8 uno dei miei dischi preferiti degli ultimi anni. L\u2019ho ascoltato veramente tanto. <strong>Mingus<\/strong>, invece, \u00e8 uno dei miei amori a prima vista nel jazz. Ricordo gli anni delle superiori dove non ascoltavo altro che <strong>Mingus Ah Um<\/strong> e <strong>Mingus Dynasty<\/strong>. Cos\u00ec, visto che volevo registrare un brano in <em>\u201cSolo\u201d<\/em>, ho scelto <strong>Self-Portrait in Three Colors<\/strong> per la genialit\u00e0 melodica e armonica del brano e per il gioco contrappuntistico delle tre linee che compaiono nei tre <em>chorus<\/em>. Penso, comunque, di avere ancora molto da imparare da tutti loro. Ad esempio, Mingus era un prolifico compositore per larghi organici. Io, invece, non saprei da dove iniziare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fra le nove tracce c\u2019\u00e8 spazio anche per una composizione dedicata alla tua Sicilia: Stromboli. L\u2019incantevole terra sicula \u00e8 sempre fonte d\u2019ispirazione per te?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI luoghi, come le persone, a volte sono nuova fonte per idee compositive. E devo dire che ogni volta che torno nella mia terra sento la voglia di allenare il muscolo della creativit\u00e0. Quindi, in parte, \u00e8 fonte d\u2019ispirazione. <strong>Stromboli<\/strong>, in particolare, nasce anche da un gioco compositivo: ero in vacanza per dieci giorni sull\u2019isola, con una chitarra classica, e dovevo completare un brano al giorno. Questo \u00e8 stato il primo della serie, scritto appena arrivato, guardando lo spettacolare <em>neck<\/em> vulcanico <em>Strombolicchio<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Approfondendo la tua concezione musicale, ascoltando l\u2019album Entrop\u00e9 si notano interessanti asperit\u00e0 armoniche e stimolanti modulazioni ritmiche. Questo tuo modo di intendere la composizione deriva da un profondo spirito di ricerca stilistica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl mio modo di scrivere musica \u00e8 relazionato a ci\u00f2 che ascolto, anche perch\u00e9 alla fine la mia fonte d\u2019ispirazione pi\u00f9 grande \u00e8 il mondo sconfinato della musica stessa. Non credo di ricercare asperit\u00e0 o modulazioni per ottenere degli effetti, ma suono ci\u00f2 che mi va per esprimere quello che sento. Sicuramente c\u2019\u00e8 una ricerca, un processo di studio che mi porta ad assimilare alcune armonie piuttosto che altre. Anche se devo dire che mi sento ancora molto indietro da questo punto di vista, per cui vorrei procedere in maniera pi\u00f9 approfondita nell\u2019analisi di diversi linguaggi armonici\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I tuoi valenti compagni di viaggio per questo progetto discografico sono Stefano Zambon al contrabbasso e Simone Brilli alla batteria. Soprattutto per ci\u00f2 che concerne la registrazione del disco, con loro hai trovato subito il feeling e l\u2019interplay che cercavi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl gruppo esiste da due anni e devo dire che da subito c\u2019\u00e8 stato un certo feeling tra noi. Questo perch\u00e9 tutti e tre cerchiamo di ascoltarci il pi\u00f9 possibile e di connettere le nostre idee musicali le une alle altre. L\u2019<em>interplay<\/em> \u00e8 un\u2019abilit\u00e0 complessa che in un gruppo si sviluppa col tempo. Noi ci ritroviamo spesso a suonare insieme, di volta in volta le cose cambiano, ci si ascolta meglio, si reagisce diversamente. \u00c8 un po\u2019 come conoscere qualcuno e dover comprendere il suo modo di esprimersi per poter dialogare meglio. C\u2019\u00e8 da dire che recentemente ho visto musicisti al primo concerto, senza prove, con un <em>interplay<\/em> incredibile. Quindi, credo sia una caratteristica che dipende tanto dalla familiarit\u00e0 con gli altri quanto dalla maestria del singolo musicista. Riuscire ad ascoltare con grande attenzione ci\u00f2 che ci succede attorno, mentre al contempo si suona il proprio strumento, richiede molta pratica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Guardando all\u2019imminente futuro, che tipo di accoglienza ti aspetti dal pubblico che assister\u00e0 ai concerti di presentazione di questa tua nuova creatura discografica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo gi\u00e0 portato un po\u2019 in giro il progetto e ho notato che la gente \u00e8 contenta di ascoltare dei giovani che si divertono a suonare la propria musica. A volte mi dispiace pensare che non tutti la possano capire, magari perch\u00e9 \u00e8 musica strumentale, ma non posso farmene un cruccio. Adesso sto cercando di organizzare altre date, per\u00f2 \u00e8 veramente difficile riuscire a trovare nuovi concerti. Comunque, sono molto contento del lavoro che abbiamo fatto, ma vorrei incidere nuova musica prossimamente. I brani in questo disco erano relativamente \u201cvecchi\u201d, per\u00f2 volevo registrarli ugualmente. Stiamo lavorando a un nuovo repertorio che non vedo l\u2019ora di proporre\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Dentice Consegnato alle stampe dall\u2019etichetta Barly Records (By Encore Music), Entrop\u00e9 \u00e8 la nuova realizzazione discografica del talentuoso e ardimentoso chitarrista jazz e compositore di origine siciliana Enrico<\/p>\n<div><a class=\"permalink\" href=\"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/2024\/06\/09\/enrico-galeano-la-mia-piu-grande-fonte-dispirazione-anche-per-il-disco-entrope-e-il-mondo-sconfinato-della-musica-stessa\/\">Read More&#8230;<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":50869,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3,36],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50868"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50868"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50868\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50870,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50868\/revisions\/50870"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50869"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}