{"id":57554,"date":"2026-03-16T09:17:09","date_gmt":"2026-03-16T09:17:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.radioempire.it\/?p=57554"},"modified":"2026-03-16T09:27:54","modified_gmt":"2026-03-16T09:27:54","slug":"carte-i-giochi-tipici-di-messina-e-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/2026\/03\/16\/carte-i-giochi-tipici-di-messina-e-dintorni\/","title":{"rendered":"Carte, i giochi tipici di Messina e dintorni"},"content":{"rendered":"<p>I giochi di carte sono ben radicati nella tradizione siciliana e in particolare nella provincia di Messina. Nei bar di paese, durante le feste di famiglia o nelle serate tra amici, le carte rappresentano da sempre un modo semplice e conviviale per trascorrere il tempo insieme. Accanto ai grandi classici italiani esistono numerosi giochi locali, tramandati oralmente e spesso caratterizzati da regole particolari e nomi in dialetto. In molti casi il numero di partecipanti \u00e8 variabile. Chi ha gi\u00e0 giocato ad esempio al burraco o magari conosce <a href=\"https:\/\/www.giocodigitale.it\/it\/blog\/giochi\/come-si-gioca-a-tressette\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">le regole del tresette<\/a> sa che in una partita di carte ci si pu\u00f2 ritrovare anche a sfidarsi in coppie o a giocare addirittura in tre, con uno dei partecipanti destinato a rimanere quindi senza compagno. Vediamo allora quali sono i giochi di carte pi\u00f9 conosciuti dalla parte di Messina.<br \/>\nCavazzuddu<br \/>\nTra i giochi pi\u00f9 curiosi della tradizione locale c\u2019\u00e8 il cavazzuddu, una sorta di gara che utilizza le carte siciliane, che sono solo <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2023\/08\/20\/carte-da-gioco-italiane-varianti\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\">uno dei tanti mazzi italiani<\/a>, per simulare una corsa di cavalli. Sul tavolo vengono disposte quattro carte raffiguranti i cavalli, ognuna associata a un seme del mazzo. Davanti a ciascun cavallo si posiziona una fila di carte incolonnate che rappresenta il percorso da compiere. Il gioco procede con il mazziere che scopre una carta alla volta. Ogni volta che appare un seme, il cavallo corrispondente avanza di una posizione lungo la propria fila. Ad esempio, se viene scoperta una carta di spade, il cavaliere di spade fa un passo avanti nel tracciato. Al termine del mazzo si controllano anche le carte rimaste nelle colonne per determinare quale cavallo ha compiuto il percorso migliore. L\u2019aspetto divertente \u00e8 proprio la componente imprevedibile della gara, che ricorda una piccola scommessa tra amici.<br \/>\nCuc\u00f9<br \/>\nIl cuc\u00f9 \u00e8 un gioco molto popolare e facile da imparare, basato soprattutto sull\u2019intuizione e su un pizzico di fortuna. Ogni giocatore dispone inizialmente di tre poste, che rappresentano una sorta di riserva da difendere durante la partita. Il mazziere distribuisce una carta coperta a ogni partecipante e a quel punto ciascuno pu\u00f2 decidere se tenerla oppure passarla al giocatore alla propria destra nel tentativo di ottenere una carta di valore pi\u00f9 alto. Quando un giocatore riceve il re deve dichiarare ad alta voce \u201cCuc\u00f9!\u201d. A quel punto lo scambio delle carte si interrompe e tutti mostrano quella che hanno in mano. Chi possiede la carta dal valore pi\u00f9 basso perde una delle vite. Un elemento curioso del gioco \u00e8 la figura del cosiddetto \u201cmorto\u201d: chi perde tutte e tre le poste pu\u00f2 rientrare in partita se riesce a far parlare un altro giocatore e ad appropriarsi di una delle sue poste.<br \/>\nTi Vitti<br \/>\nTra i giochi di carte di Messina e dintorni si pu\u00f2 citare anche Ti Vitti, che in dialetto significa \u201cti ho visto\u201d. Si tratta di un gioco pi\u00f9 articolato e pensato per due partecipanti, dove le carte vengono distribuite in due mazzetti, uno per ciascun giocatore, con il dorso rivolto verso l\u2019alto. I giocatori non possono guardare tutte le carte in anticipo n\u00e9 modificarne l\u2019ordine.<br \/>\nSul tavolo sono presenti quattro pile centrali, una per ogni seme. I partecipanti scoprono una carta alla volta dal proprio mazzo cercando di costruire sequenze che partono dall\u2019asso e arrivano fino al dieci o al re, a seconda della variante. Se un giocatore non pu\u00f2 aggiungere la carta alla pila centrale, ha la possibilit\u00e0 di posarla sul mazzetto dell\u2019avversario, purch\u00e9 sia di valore immediatamente superiore rispetto a quella visibile. Il momento chiave arriva quando qualcuno commette un errore: solo dopo che la carta \u00e8 stata posata nel punto sbagliato l\u2019avversario pu\u00f2 esclamare \u201cTi vitti!\u201d, segnalando l\u2019errore. Se per\u00f2 lo dice troppo presto, l\u2019errore si ritorce contro di lui, rendendo la partita ancora pi\u00f9 dinamica.<br \/>\nU Trunfu<br \/>\nTra i giochi pi\u00f9 complessi della tradizione siciliana si trova u trunfu (o \u201cu tunfu\u201d), un gioco di prese che utilizza un mazzo ricco di figure simboliche e carte speciali. Tra queste spicca il Fuggitivo, chiamato in dialetto \u201c\u2018u Fujutu\u201d o \u201cFrustratu\u201d, che permette a chi lo possiede di non rispondere al seme richiesto durante la mano. Nel gioco esistono anche carte di grande valore chiamate Arie, come le Stelle, la Luna, il Sole, il Mondo o Atlante, conosciuto come \u201c\u2018A Badda\u201d. Tra le figure pi\u00f9 importanti c\u2019\u00e8 anche quella dei Picciotti, che vale dieci punti. Le dinamiche della partita prevedono ruoli e azioni particolari: il mazziere distribuisce le carte, mentre la pigliata indica la conquista di una carta importante sottratta a un avversario. Esiste inoltre la figura del solista, il giocatore che decide di affrontare tutti gli altri dichiarando \u201cVaju sulu\u201d, cio\u00e8 \u201cvado da solo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I giochi di carte sono ben radicati nella tradizione siciliana e in particolare nella provincia di Messina. 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