{"id":9363,"date":"2019-02-14T22:00:50","date_gmt":"2019-02-14T22:00:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radioempire.it\/?p=9363"},"modified":"2019-02-14T22:00:50","modified_gmt":"2019-02-14T22:00:50","slug":"lo-spacciatore-di-idee-marco-pantani-il-pirata-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/2019\/02\/14\/lo-spacciatore-di-idee-marco-pantani-il-pirata-di-dio\/","title":{"rendered":"LO SPACCIATORE DI IDEE.  MARCO PANTANI : IL PIRATA DI DIO"},"content":{"rendered":"<p>di Carmelo Bucolo ( un Siciliano vero al Nord )<\/p>\n<p>In questo giorno fausto, dedicato a San Valentino e agli innamorati, non posso non ricordare un evento che allora mi strazi\u00f2 il cuore e che ancora adesso, nel ricordo di quel giorno infonde in me tanta tristezza. Il 14 febbraio 2004, in un hotel di Rimini veniva trovato morto Marco Pantani, il pirata. Da allora ho smesso di assistere alle gare di ciclismo. Con Pantani era l&#8217;apoteosi. Quando si alzava sui pedali era come se tutti noi, insieme a lui, fossimo diretti in paradiso. Ricordo ancora le sue cavalcate sul Mortirolo quando, incurante di chi gli stava accanto, senza strategie o ripensamenti, dava sfogo al suo istinto animale e partiva&#8230;..! L&#8217;unico sportivo per il quale io mi sia emozionato e abbia pianto. La cosa pi\u00f9 sconvolgente nella tragedia di Marco Pantani forse non \u00e8 la sua morte, ma l&#8217;assoluta solitudine in cui era stato lasciato negli ultimi anni, quando le glorie del campione cedevano il posto alle sofferenze mute e forse abissali dell&#8217;uomo. Educati come siamo alla cultura dell&#8217;applauso non sappiamo neanche dove sta di casa la cultura dell&#8217;ascolto. Distribuiamo farmaci per contenere la depressione, ma mezz&#8217;ora di tempo per ascoltare il silenzio del depresso non lo troviamo mai. Con i farmaci, utili senz&#8217;altro, interveniamo sull&#8217;organismo, sul meccanismo biochimico, ma la parola strozzata dal silenzio e resa inespressiva da un volto che sembra di pietra, chi trova il tempo, la voglia, la pazienza, la disposizione per ascoltarla? Tale \u00e8 la nostra cultura. E allora il silenzio diventa tumultuoso, e la depressione prende a parlare, non con le nostre parole banalmente euforiche o inutilmente consolatorie, ma con quelle rotture simili alla lacerazione delle ferite quando il corpo le conosce come ferite mortali. \u00c8 a questo punto che lo spettro della morte si annuncia e inizia a parlare con il tono tranquillo di chi sa di tenere nelle proprie mani tutte le sorti. Fine del baccano indiavolato in cui quotidianamente tentiamo di esprimere la nostra gioia. Un baccano che \u00e8 la parodia del grido d&#8217;angoscia che, se fosse ascoltato, ci farebbe riconoscere un uomo nel deserto delle cose. Un deserto che si espande da quel presente muto, in cui il depresso disabita per invivibilit\u00e0 ogni evento, al passato che ha desertificato glorie, trionfi e amori che non si sono radicati, progetti estinti al loro sorgere, ricordi che non hanno nulla a cui riaccordarsi, in quella solitudine frammentata dove l&#8217;identico, nella sua immobilit\u00e0 senza espressione, coglie quell&#8217;altra faccia della verit\u00e0 che \u00e8 l&#8217;insignificanza dell&#8217;esistere. Non si pu\u00f2 parlare neppure di disperazione, perch\u00e9 l&#8217;anima del depresso non \u00e8 pi\u00f9 solcata dai residui della speranza. E le parole che alla speranza alludono, le parole di tutti, pi\u00f9 o meno sincere, le parole che non si rassegnano, le parole che insistono, le parole che promettono, le parole che vogliono guarire languono tutte attorno al depresso, come rumore insensato. Il rumore che gli altri, quelli che un tempo applaudivano, si scambiano ogni giorno per far tacere a pi\u00f9 riprese quella verit\u00e0 che il depresso, nel suo silenzio, dice in tutta la sua potenza. Bisogna avere il coraggio di vivere fino in fondo anche l&#8217;insignificanza dell&#8217;esistenza per essere all&#8217;altezza di un dialogo con il depresso. E solo muovendosi intorno a questa verit\u00e0, che \u00e8 poi la verit\u00e0 che tutti gli uomini si affannano a non voler sentire, pu\u00f2 aprirsi una comunicazione. Comunicazione rischiosa, non perch\u00e9 ci pu\u00f2 trascinare nella depressione, ma perch\u00e9 pu\u00f2 tradire la nostra insincerit\u00e0. Il depresso infatti \u00e8 sensibile al volto che smentisce la parola, e il suo silenzio smaschera la finzione e l&#8217;inconsistenza. Per questo i volti dei depressi sono rigidi e pietrificati. Abitando la verit\u00e0 dell&#8217;esistenza con tutto il suo dolore, essi non stanno al doppio gioco della parola che danza disinvolta nell&#8217;insensatezza della vita, o che, impegnata, indica una formazione di senso laggi\u00f9 ai confini del deserto. Il depresso sa che il confine, come l&#8217;orizzonte, \u00e8 sempre al di l\u00e0 di ci\u00f2 che di volta in volta appare come confine e orizzonte, sa che non c&#8217;\u00e8 felicit\u00e0 nella sequenza dei giorni, che il sole che muore \u00e8 lo stesso che risorge, e che nel cerchio perfetto che il ritorno disegna naufraga il progetto che per un giorno s&#8217;era levato per reperire un senso nella vita. Si pu\u00f2 spezzare questo cerchio tragico e perfetto? S\u00ec, se siamo capaci di ritrovare l&#8217;essenza dell&#8217;uomo, l\u00e0 dove dice: &#8220;Noi siamo un colloquio&#8221; . Il colloquio \u00e8 fatto solo di parole, ma le parole non si dicono solo, si ascoltano anche. Ascoltare non \u00e8 prestare l&#8217;orecchio, \u00e8 farsi condurre dalla parola dell&#8217;altro l\u00e0 dove la parola conduce. Se poi, invece della parola, c&#8217;\u00e8 il silenzio dell&#8217;altro, allora ci si fa guidare da quel silenzio. Nel luogo indicato da quel silenzio \u00e8 dato reperire, per chi ha uno sguardo forte e osa guardare in faccia il dolore, la verit\u00e0 avvertita dal nostro cuore e sepolta dalle nostre parole. Questa verit\u00e0, che si annuncia nel volto di pietra del depresso, tace per non confondersi con tutte le altre parole. Parole perdute per il senso profondo della nostra esistenza, che ogni giorno tentiamo di disabitare dietro le maschere in cui \u00e8 dipinta ovviet\u00e0, incrostazioni di felicit\u00e0, recitate euforie. Esaltarci per i trionfi o piangere per la morte sono gesti insufficienti al limite dell&#8217;ovvio, cos\u00ec come non basta batter le mani tanto per una vittoria quanto per il passaggio di una bara. La depressione chiede di pi\u00f9: non entusiasmi, non pianti, non applausi. La depressione chiede ascolto. Quell&#8217;ascolto che tutti abbiamo negato a Marco Pantani e che, a partire dalla sua morte, potremmo incominciare a inaugurare come primo segno di una cultura meno plaudente perch\u00e9 pi\u00f9 riflessiva, pi\u00f9 attenta alla solitudine degli uomini. CIAO PIRATA!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carmelo Bucolo ( un Siciliano vero al Nord ) In questo giorno fausto, dedicato a San Valentino e agli innamorati, non posso non ricordare un evento che allora mi<\/p>\n<div><a class=\"permalink\" href=\"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/2019\/02\/14\/lo-spacciatore-di-idee-marco-pantani-il-pirata-di-dio\/\">Read More&#8230;<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8399,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3,36],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9363"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9363"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9363\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9364,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9363\/revisions\/9364"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radioempire.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}