Carte, i giochi tipici di Messina e dintorni

I giochi di carte sono ben radicati nella tradizione siciliana e in particolare nella provincia di Messina. Nei bar di paese, durante le feste di famiglia o nelle serate tra amici, le carte rappresentano da sempre un modo semplice e conviviale per trascorrere il tempo insieme. Accanto ai grandi classici italiani esistono numerosi giochi locali, tramandati oralmente e spesso caratterizzati da regole particolari e nomi in dialetto. In molti casi il numero di partecipanti è variabile. Chi ha già giocato ad esempio al burraco o magari conosce le regole del tresette sa che in una partita di carte ci si può ritrovare anche a sfidarsi in coppie o a giocare addirittura in tre, con uno dei partecipanti destinato a rimanere quindi senza compagno. Vediamo allora quali sono i giochi di carte più conosciuti dalla parte di Messina.
Cavazzuddu
Tra i giochi più curiosi della tradizione locale c’è il cavazzuddu, una sorta di gara che utilizza le carte siciliane, che sono solo uno dei tanti mazzi italiani, per simulare una corsa di cavalli. Sul tavolo vengono disposte quattro carte raffiguranti i cavalli, ognuna associata a un seme del mazzo. Davanti a ciascun cavallo si posiziona una fila di carte incolonnate che rappresenta il percorso da compiere. Il gioco procede con il mazziere che scopre una carta alla volta. Ogni volta che appare un seme, il cavallo corrispondente avanza di una posizione lungo la propria fila. Ad esempio, se viene scoperta una carta di spade, il cavaliere di spade fa un passo avanti nel tracciato. Al termine del mazzo si controllano anche le carte rimaste nelle colonne per determinare quale cavallo ha compiuto il percorso migliore. L’aspetto divertente è proprio la componente imprevedibile della gara, che ricorda una piccola scommessa tra amici.
Cucù
Il cucù è un gioco molto popolare e facile da imparare, basato soprattutto sull’intuizione e su un pizzico di fortuna. Ogni giocatore dispone inizialmente di tre poste, che rappresentano una sorta di riserva da difendere durante la partita. Il mazziere distribuisce una carta coperta a ogni partecipante e a quel punto ciascuno può decidere se tenerla oppure passarla al giocatore alla propria destra nel tentativo di ottenere una carta di valore più alto. Quando un giocatore riceve il re deve dichiarare ad alta voce “Cucù!”. A quel punto lo scambio delle carte si interrompe e tutti mostrano quella che hanno in mano. Chi possiede la carta dal valore più basso perde una delle vite. Un elemento curioso del gioco è la figura del cosiddetto “morto”: chi perde tutte e tre le poste può rientrare in partita se riesce a far parlare un altro giocatore e ad appropriarsi di una delle sue poste.
Ti Vitti
Tra i giochi di carte di Messina e dintorni si può citare anche Ti Vitti, che in dialetto significa “ti ho visto”. Si tratta di un gioco più articolato e pensato per due partecipanti, dove le carte vengono distribuite in due mazzetti, uno per ciascun giocatore, con il dorso rivolto verso l’alto. I giocatori non possono guardare tutte le carte in anticipo né modificarne l’ordine.
Sul tavolo sono presenti quattro pile centrali, una per ogni seme. I partecipanti scoprono una carta alla volta dal proprio mazzo cercando di costruire sequenze che partono dall’asso e arrivano fino al dieci o al re, a seconda della variante. Se un giocatore non può aggiungere la carta alla pila centrale, ha la possibilità di posarla sul mazzetto dell’avversario, purché sia di valore immediatamente superiore rispetto a quella visibile. Il momento chiave arriva quando qualcuno commette un errore: solo dopo che la carta è stata posata nel punto sbagliato l’avversario può esclamare “Ti vitti!”, segnalando l’errore. Se però lo dice troppo presto, l’errore si ritorce contro di lui, rendendo la partita ancora più dinamica.
U Trunfu
Tra i giochi più complessi della tradizione siciliana si trova u trunfu (o “u tunfu”), un gioco di prese che utilizza un mazzo ricco di figure simboliche e carte speciali. Tra queste spicca il Fuggitivo, chiamato in dialetto “‘u Fujutu” o “Frustratu”, che permette a chi lo possiede di non rispondere al seme richiesto durante la mano. Nel gioco esistono anche carte di grande valore chiamate Arie, come le Stelle, la Luna, il Sole, il Mondo o Atlante, conosciuto come “‘A Badda”. Tra le figure più importanti c’è anche quella dei Picciotti, che vale dieci punti. Le dinamiche della partita prevedono ruoli e azioni particolari: il mazziere distribuisce le carte, mentre la pigliata indica la conquista di una carta importante sottratta a un avversario. Esiste inoltre la figura del solista, il giocatore che decide di affrontare tutti gli altri dichiarando “Vaju sulu”, cioè “vado da solo”.