Sono Emanuela Ferrando, cantautrice genovese, e ho il piacere di presentarvi il mio nuovo progetto
discografico e culturale intitolato “La libertà delle Donne”.
L’opera nasce da una riflessione profonda sui vincoli che la società contemporanea e i mezzi di
comunicazione impongono all’universo femminile, in particolare attraverso la reiterazione di
stereotipi legati alle donne che superano la soglia dei cinquant’anni. Troppo spesso, la cultura
dominante esige che una donna matura si conformi a canoni di “sobrietà” e discrezione che tendono
a invisibilizzarne l’identità e la vitalità.
Rifiuto con forza il concetto di “vecchiaia” — termine che trovo inadeguato e riduttivo — poiché
ritengo che l’avanzare del tempo non coincida con il declino, bensì con una preziosa evoluzione
personale. A differenza degli oggetti, che invecchiano fino a diventare obsoleti, l’essere umano ha il
privilegio di crescere.
Attraverso la mia musica, intendo sfidare i diktat estetici che vorrebbero imporre gonne lunghe,
tinte coprenti e atteggiamenti dimessi. Rivendico la bellezza dell’autenticità, come nel caso dei
capelli argentati: un dettaglio che oggi le nuove generazioni ricercano artificialmente, ma che per la
donna matura viene spesso ingiustamente considerato un segno di trascuratezza.
Personalmente, ho conquistato la mia libertà nel momento in cui ho scelto di dare priorità al mio
sguardo anziché al giudizio altrui. A cinquantasette anni, la mia cifra è la vitalità. Perché, se l’età è
un mero dato anagrafico, “tutto il resto è noia”.
Redazionale
